Fleischmaschine: Zero

FLEISCHMASCHINE: ZERO

Robert Franciszty

Il performance, attraverso una rilettura del “Tè del Cappellaio Matto”, mette in scena, da un lato, la fläschmaschine (macchina della carne) del macello come rappresentazione dei contemporanei campi di concentramento. Dall’altro lato, le rose (installazione pane + rose), i cui petali l’autore strappa e consuma, vengono poste come immagine ironica della cultura della non-violenza.

Al termine, l’autore legge una poesia che riflette sul tipo di mondo in cui dovremmo, o forse siamo costretti a vivere.

«Oltre a essere definiti dalla parola uomo, ci vantiamo anche di essere umani. Che modo straordinario di proclamare la morale come tratto della natura umana – usando il nome della propria specie a fini di compassione! L’animale, evidentemente, non può essere uomo; come potrebbe allora essere umano?»

Frans de Waal, Naturalmente buoni

04/07/2026
10:00
Tržnica/Mercato/Market

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