L'Archivio Fubar
Dalla sua fondazione nel 2015 fino alla decima edizione del 2024, il festival Fubar (/ˈfuːbar/) ha riunito centinaia di produzioni autoriali e oltre mille artisti e artiste attivi nel campo della glitch art. Nel corso del 2025, Fubar si trasforma in una piattaforma ibrida della comunità, mentre nel 2026 prosegue la sua attività come prima biennale dedicata alla glitch e all’arte variabile.
È in questo processo, ispirato dai numerosi contributi e dal costante sostegno di tante autrici e autori della glitch art, che prende forma anche l’Archivio Fubar: una base dati interattiva e multimediale che raccoglie più di 1.500 opere d’arte recenti e consente di esplorare un intero decennio di arte digitale sperimentale proveniente da tutto il mondo. L’Archivio Fubar, aperto e accessibile, permette inoltre di creare collezioni curatoriali a fini di ricerca e/o espositivi, offrendo al contempo una prospettiva per una gestione sostenibile della conservazione dell’arte digitale attraverso protocolli aperti e software libero.
Alla Galleria Novo presentiamo il primo allestimento variabile basato sull’Archivio Fubar, che visualizza in modo programmatico e pseudo-casuale opere visive provenienti dall’archivio: immagini digitali e video che utilizzano l’errore come ispirazione, motivo o metodo.
La glitch art è uno sguardo interdisciplinare sul mondo che permette di osservare in profondità fenomeni contemporanei quali le reti internazionali, i circuiti elettronici, la compressione digitale e i modi in cui li plasmiamo. L’errore all’interno di un’opera d’arte può rivelare la struttura interna di un file digitale, la politica del suo ecosistema, l’etica attraverso cui viene prodotto, il modo in cui viene distribuito.
La nostra attenzione introduce così l’ultima componente della glitch art: la comprensione dell’attuale paesaggio multimediale come bene comune, soggetto a censura, manipolazione e strumentalizzazione.
Accesso per disabili previsto